Il tempo non fugge via. Spesso è impiegato male
di Lavinia Furlani consulente filosofico

Dal Giornale di Vicenza Domenica 31 Ottobre 2010  CRONACA  pagina 62
 
Domanda: si può essere padroni del proprio tempo? C'è un modo per imparare a gestirlo?
Invidio gli amici che riescono a fare tante cose e che riescono ad incastrare tutto in modo naturale.
A me invece il tempo sfugge. Invidio chi non deve rispettare orari di lavoro stabiliti e che si può gestire autonomamente, non come me che rincorro gli obblighi lavorativi senza mai un po' di autonomia.
Luca (Bassano)
Risposta: «Tempus fugit», dicevano i latini.
Certo, nessuno di noi può fermare il tempo né adattarlo alle proprie esigenze. Ma imparare a gestirlo non è una cosa impossibile.
Non esistono però ricette valide per tutti: sta ad ognuno di noi trovare la giusta modalità. Infatti ognuno di noi vive in modo personale il proprio rapporto con lo scorrere delle lancette.
Il tempo infatti non ha alcun valore in sé: il suo valore dipende da come noi lo impieghiamo.
Così non si tratta tanto di gestirlo, ma di gestire noi stessi.
Un obiettivo che tutti vorremmo raggiungere è avere un rapporto sereno con il tempo, che ci consenta di rispettare i nostri impegni ma anche di prenderci cura di noi e delle persone che amiamo.
Una prima cosa che possiamo fare è riconoscere le nostre priorità: se non riusciamo a fare tutto ciò che vorremmo, almeno cerchiamo di fare ciò che conta di più per noi. Provi allora a farsi questa domanda: “Quali sono le tre cose più importanti da fare oggi?”. Così potrà evitare, o almeno limitare, la possibilità che siano gli eventi o gli altri a gestire le sue priorità.
Soprattutto per chi, come lei, sente che il tempo gli sfugge, è bene cercare di utilizzarlo bene: infatti, come ci ricorda Shakespeare, se sprechiamo il tempo, sarà il tempo a sprecare noi.
E sono proprio quelli che impiegano male il loro tempo i primi a lamentarsi che passi troppo in fretta.
Un'altra cosa che ognuno di noi può fare è imparare a delegare. Quante volte, soprattutto nel lavoro, rimaniamo attaccati all'idea che solo noi siamo in grado di svolgere quel compito; che, se lo affidassimo a qualcun altro, saremmo costretti a rifarlo; che spiegare il lavoro ad un altro sarebbe una perdita ulteriore di tempo. Rendiamoci conto che in molte attività non siamo indispensabili: quello che facciamo noi anche altri sono in grado di farlo.
È un piccolo atto di umiltà, ma può aiutarci a riconquistare un rapporto più disteso con noi e con gli altri.
Impariamo allora a guadagnare il nostro tempo, per vivere non tanto di più, quanto meglio, la nostra vita.
“Il tempo che ti piace buttare, non è buttato.” (John Lennon)
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